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cliccavvocati Tutte le risposte ed i pareri forniti sono redatti da un avvocato regolarmente iscritto all’ordine professionale e sono offerti nel rispetto delle tariffe ministeriali previste dal D.M. 18/04/04 n. 127.


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Diritto al risarcimento per cause lente
Diritto al risarcimento per cause lente
Se il vostro procedimento di primo grado va avanti da più di tre anni, avete diritto ad un risarcimento da parte dello Stato.

Tale diritto è sancito dall’art.111 della Costituzione, dalla Convenzione Europea dei diritti dell’uomo ed è ribadito dall’art. 2 della Legge Pinto che così recita:

“Chi ha subito un danno patrimoniale o non patrimoniale per effetto di violazione della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, ratificata ai sensi della legge 4 agosto 1955, n.848, sotto il profilo del mancato rispetto del termine ragionevole di cui all'articolo 6, paragrafo 1, della Convenzione, ha diritto ad una equa riparazione”.
La domanda di risarcimento deve proporsi (a pena di decadenza) entro sei mesi dal momento in cui la sentenza del processo durato eccessivamente, diviene definitiva. Tuttavia, la domanda può essere proposta anche se il giudizio è ancora in corso ed a partire dal terzo anno di procedimento.

La domanda si propone davanti ad una Corte di Appello diversa da quella in cui si trova il Tribunale che ha deciso (o sta decidendo) la causa durata eccessivamente, secondo quanto stabilito dalla Legge Pinto (per Milano è competente la Corte di Appello di Brescia).

La domanda deve contenere una completa esposizione dei fatti e la prova della eccessiva durata è costituita da copia degli atti processuali.

Proposta la domanda, la Corte di Appello fissa un’udienza in cui verranno esposte le ragioni della parte ricorrente. Il Ministero della Giustizia è difeso dall’Avvocatura dello Stato.

Entro quattro mesi dal deposito del ricorso, la Corte di Appello adita pronuncia il decreto di liquidazione del danno per l’eccessiva durata del processo

Qualora la decisione della Corte di Appello non rispetti i principi stabiliti dalla giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, è ammesso ricorso alla Corte di Cassazione.

Se anche la decisione della Corte di Cassazione non è favorevole, esiste la possibilità di sottoporre la domanda di risarcimento alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo che esaminerà nuovamente la richiesta e liquiderà i danni secondo criteri ormai consolidati che prevedono il risarcimento di 1.000,00/2.000,00 €. Per ogni anno di eccessiva durata del processo.

In tal senso si sono pronunciate:

Corte app. civ. Genova, sez. III decr., 14 giugno 2006
In tema di equa riparazione di cui alla legge n. 89/2001, il danno non patrimoniale dato dalla situazione di disagio psicologico e frustrazioni subiti dal proprietario a causa dell'ingiustificato protrarsi per sei mesi, oltre il termine ragionevole, del procedimento di esecuzione forzata del provvedimento di rilascio di immobile ad uso di abitazione, danno insito nel disporre del titolo che riconosce il diritto senza poterne ottenere l'attuazione, può essere equitativamente liquidato in euro 1.200,00 per ogni anno di durata del processo eccedente il termine ragionevole. (somma determinata in maniera comprensiva degli interessi legali)




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