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cliccavvocati Avv. Francesca Marzullo
Milano – Viale Gian Galeazzo 17
Tel e fax: 0239660461
Cell.: 3471514891
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Milano – Via Maffucci n. 53
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cliccavvocati Tutte le risposte ed i pareri forniti sono redatti da un avvocato regolarmente iscritto all’ordine professionale e sono offerti nel rispetto delle tariffe ministeriali previste dal D.M. 18/04/04 n. 127.


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CONTRAVVENZIONI

Il codice della strada costituisce al giorno d'oggi una realtà sempre più presente nella vita di ogni cittadino. Regola la circolazione stradale stabilendo le sanzioni (e le modalità per ricorrere contro di queste) e le conseguenze (decurtazione punti, sospensioni e ritiri patenti, confisca del veicolo ecc.) derivanti dalle violazioni delle norme stradali.

In particolare, il superamento dei limiti di velocità e la guida in stato di ebbrezza rientrano fra le infrazioni al Codice della Strada più gravi e che si verificano con una certa frequenza. Avverso tali provvedimenti che prevedono sanzioni particolarmente severe, è possibile molto spesso ricorrere.

Il nostro studio legale mette a disposizione degli utenti della strada la sua esperienza in ambito di ricorsi al Giudice di Pace ed al Prefetto valutando, prima di affrontare le citate procedure, se è il caso di ricorrere oppure no, fornendo valutazioni chiare e seguendo la persona che ha subito la sanzione per l'intera procedura.

Se Vi è stata elevata contravvenzione e volete opporVi, non esitate a contattarci


CONTRAVVENZIONI

Cliccavvocati è uno studio legale che offre consulenza legale on line sulle seguenti questioni e attività:

recupero crediti
  • ricorsi al Prefetto o al Giudice di Pace avverso contravvenzioni per violazione del codice della strada;
  • assistenza in udienza dinanzi al Giudice di Pace;
  • opposizione a cartella esattoriale per la riscossione di sanzioni amministrative

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domande e risposte
Cosa succede se il Prefetto non decide sul ricorso?
Il Prefetto può decidere il ricorso entro un termine complessivo di 180 giorni dalla spedizione (o presentazione) del ricorso all’organo accertatore, oppure 210 giorni se il ricorso venne spedito all’Ufficio Territoriale del Governo.
Dopo tale termine, il ricorso ammissibile che non sia stato rigettato si intende accolto.
Se invece, entro il termine anzidetto, il ricorso è stato rigettato, l’organo accertatore provvederà a notificare il decreto di rigetto e di ingiunzione di pagamento agli interessati, entro 150 giorni dalla data di emissione di tale decreto.


Si può fare ricorso contro l’avviso di accertamento trovato sul parabrezza dell’auto in divieto di sosta?
Il ricorso può essere presentato solo dopo aver ricevuto formale notificazione o contestazione del verbale da parte dell’organo accertatore, ed entro il 60° giorno successivo a tale notificazione/contestazione.
Se non ha avuto luogo nè alcuna notificazione nè alcuna contestazione immediata della violazione, il procedimento sanzionatorio non può comunque avere ulteriore corso, e pertanto nessun soggetto ha interesse giuridico al ricorso.


È possibile essere rimborsati per aver erroneamente pagato la multa più di quanto era realmente richiesto?
Si può inviare una richiesta di rimborso per posta o per fax all’Ufficio di Polizia Municipale che ha effettuato l’accertamento, allegando copia di un documento di identità e copia del bollettino che attesti il pagamento.

Si può ricorrere contro l’ordinanza ingiunzione di pagamento del Prefetto o contro una sentenza emessa dal Giudice di Pace?
Contro l’ordinanza ingiunzione di pagamento emessa dal Prefetto è possibile ricorrere al Giudice di Pace entro il termine di 30 giorni dalla data di notifica, se il ricorrente risiede in Italia o entro 60 giorni, se risiede all’estero.
Contro la sentenza del Giudice di Pace, invece, può essere solo presentato ricorso in Cassazione per i motivi e con le modalità ed i termini relativi a tale tipo di impugnativa.


In caso di rigetto del ricorso, la sanzione aumenta?
Se il ricorso è rigettato dal Prefetto, la sanzione viene automaticamente raddoppiata.
Al contrario, facendo ricorso al Giudice di Pace, questi può liberamente determinare l'importo della sanzione.


E' ammessa opposizione avverso una cartella esattoriale?
Avverso la cartella esattoriale è ammessa opposizione, entro 30 giorni dalla sua notifica, al Giudice di Pace del luogo dove è stata commessa la violazione, ai sensi degli artt. 22 e ss. della L. 24 novembre 1981 n. 689.
La cartella esattoriale è impugnabile per ragioni che variano a seconda che il trasgressore sia già stato posto in condizione di difendersi – mediante contestazione o notifica del verbale di accertamento ovvero notifica dell’ordinanza ingiunzione – o, invece, la cartella rappresenti il primo atto che lo pone in condizione di contraddire.
I motivi in base ai quali è possibile fare ricorso sono, a titolo esemplificativo:
a) vizio di notifica del verbale;

b) sanzione già pagata;

c) trasgressore deceduto;

d)presentazione entro i termini di ricorso al verbale;

e) interessato non più intestatario del veicolo al momento della commessa violazione;

f) cartella esattoriale riferentesi ad un verbale notificato più di 5 anni prima.

Può altresì proporsi opposizione (ma i termini sono in queste ipotesi più brevi) avverso gli atti predisposti dal Concessionario del Servizio Riscossione Tributi per contestare la legittimità della notifica della cartella esattoriale o eccepire la sussistenza di sopravvenuti fatti estintivi, nonché per contestare vizi di forma della cartella esattoriale.

Il ricorso avverso la cartella non può invece essere proposto per contestare nel merito il verbale. Ciò può avvenire entro i termini per proporre ricorso al Prefetto o al Giudice di pace contro il verbale.

In alcune ipotesi (per lo più quando vi sia stato un errore della Pubblica Amministrazione nella iscrizione a ruolo dell’importo della sanzione perché ad es. già pagata), la Pubblica Amministrazione può procedere, su richiesta dell’interessato, ad annullamento in autotutela della cartella esattoriale.

In tal caso, occorrerebbe presentare una richiesta alla Pubblica Amministrazione esponendo le proprie ragioni e allegando la documentazione di volta in volta necessaria.

Qualora non venga proposto ricorso entro il termine previsto né pagato l’importo richiesto con la cartella esattoriale entro i 60 giorni dalla notifica, come precisato nella stessa cartella, potrà procedersi all’esecuzione forzata, con il fermo amministrativo di beni mobili registrati (es. l’automobile) e l’ipoteca sugli immobili di proprietà dell’intestatario della cartella.



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Per ottenere un parere legale in ordine alla questione giuridica che interessa è possibile richiedere una consulenza legale on-line oppure fissare un appuntamento con un avvocato del nostro studio legale di Milano.
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